Borgo di Sipicciano
- 81044 Galluccio (Caserta)
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Questo borgo murato sorge a qualche chilometro da Galluccio suo capoluogo. È un borgo con le sue case disposte a grappolo e a balconate sulla piana del Garigliano e del golfo di Gaeta. Nelle giornate limpide il panorama e a mozzafiato fino alle isole Pontine. Il territorio fu abitato fin dalla Preistoria, grazie anche alle numerosi sorgenti e al terreno fertile. La zona era abitata da un popolo italico: Gli Ausoni – Aurunci. Quest’ultimi nella successiva pianificazione del territorio attraverso la razionalizzazione della viabilità e la centuriazione, sconvolsero l’ager e sorsero ville rustiche di medie dimensioni con lo scopo anche di controllare il traffico commerciale e il territorio.

 Avanzi di un terrazzamento in opera poligonale di una villa rustica del II secolo a.C. sono stati utilizzati come basamento della chiesa di S. Bartolomeo (caratterizzata dal Campanile fasciato di verde lucente dell’edera). Presso l’edificio di culto si conserva un pressario di età Romana, che da pendant a un altro, murato nel prospetto di una abitazione nello slargo di via Marconi. L’origine Romana del luogo sembra essere documentata dallo stesso toponimo nel 1308 in una menziona di un ecclesia S. Maria de Sipizano. Nel feudo dei Galluccio, così denominato per essere in possesso della famiglia nobile dei Galluccio (XII). Nel 1480 sotto Ferrante d’Aragona il feudo venne affidato a Fieramosca, poi successivamente ai Velluti. Sotto Carlo di Borbone nel 1734 ci fu un enorme aumento della popolazione con relativo sviluppo economico, rispetto alle altre zone del Regno Sipicciano ebbe con altre contrade di Galluccio un suo ulteriore sviluppo urbano intorno alle chiese di S. Maria e di S. Bartolomeo. Tra la fine del 1700 e la metà del 1800 Sipicciano fu attraversata da ideologia liberali unitarie tramite gli Scamiciati. 

Dopo il 1861 fu interessata dal brigantaggio post unitario. Infatti il bosco di Vallemarina era il covo dei briganti Tommasino, Pace, Guerra e Fuoco. Il fenomeno del brigantaggio meridionale prese avvio dalla reazione dei contadini e dei ceti meno abbienti alla perdita dei limitati vantaggi economici garantiti dal sistema feudale borbonico (fra cui l’usufrutto del pascolo comune); il brigantaggio si sviluppò inoltre dalla ribellione all’introduzione degli oneri fiscali e della leva obbligatoria da parte dello stato italiano. A questo diffuso malcontento si unì la propaganda borbonica, promossa dall'ex sovrano Francesco II, sostenuto dal clero e dal legittimismo internazionale. Difficile fu il periodo durante la seconda guerra mondiale a causa della linea Gustav presente nella zona di Cassino. L’abitato nonostante le trasformazioni naturali e umane conserva ancora la sua caratteristica di borgo murato.

 Mentre attraversiamo il piccolo centro storico, osserviamo la realizzazione di rampe esterne tutte in pietre vulcaniche. Le testimonianze rinascimentali come la finestra in via Montagna ci accompagnano lungo il percorso. La finestra la cui ornia è decorata da cornici rettangolari entro cui sono poste delle rosette con quattro petali con un bottone centrale. Tutt’intorno palazzi della nobiltà rurale rimaneggiati in tempi diversi, hanno loggiati coperti, balconi, androni e portali di discreto gusto compositivo. Imponente per la sua Grande mole il Palazzo Zarone. In via Montagna c’è un Palazzo signorile provvisto di cappella, appartenuto ai Galdieri. In località Folchi, nei pressi del lavatoio c’è il Palazzo Di Petrillo, con doppia loggia al piano nobile e a quello superiore; gli archi del primo piano sono lobati. La Parrocchiale è intitolata a Santa Maria del Trionfo. Racchiusa da una piazzetta dominata da un tiglio centenario, la chiesa presenta una semplice facciata a capanna con portale trilitico rifatta nel 1675 anno del Giubileo su cui vi è una cornice sopra la quale un finestrone. Il campanile si articola su quattro ordini che inquadrano aperture ad arco fondo. L’interno presenta nel presbiterio un polittico del 1600. Di qualche pregio le statue di S. Bartolomeo e in marmo di S. Sano. Al centro del soffitto una tela che raffigura il trionfo della Vergine. Il 26 luglio si festeggia la festa patronale in onore di S. Anna.

 La zona è ricca di prodotti genuini come il vino (Galluccio DOC), olio, castagne e funghi porcini (entrambi prodotti agroalimentari tradizionali). Le manifestazioni, tra le più visitate della Regione Campania, organizzate nel borgo sono “Tiempi belli re na vota” l’ecomuseo della civiltà rurale dell’alto casertano (primo fine settimana di agosto) e la “Sagra della Castagna e del Fungo Porcino” (primo fine settimana di ottobre).



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